di Rodio Ilaria
Il testamento
olografo è quello scritto interamente dal testatore con la propria mano. La
legge, però, richiede che rispetti tre regole fondamentali:
- Deve
essere scritto interamente a mano dal testatore.
- Deve
usare la sua scrittura abituale, ma può farlo in qualsiasi lingua
(anche dialetto o lingua straniera).
- Può usare
qualunque tipo di carta o penna.
- Non è
valido se scritto da un’altra persona: la legge vuole che sia un atto personale
e diretto.
- È però
consentito che qualcuno lo aiuti solo meccanicamente, ad esempio
tenendo il foglio o indicando le righe.
- È valido
anche se il testatore ricopia una bozza scritta da altri, purché
sappia leggere e scrivere e comprenda ciò che sta scrivendo.
- Deve essere datato.La data serve per stabilire quando è stato scritto e per capire se il testatore era capace di intendere e volere in quel momento. Inoltre, se esistono più testamenti, permette di sapere quale sia l’ultimo valido.
- Deve essere firmato.La firma, posta in fondo al testo, conferma che il documento rappresenta realmente la volontà del testatore.
Un esempio interessante
è una sentenza della Corte di Cassazione (n. 11504 del 21 ottobre 1992),
che ha riconosciuto valido un testamento scritto sotto forma di lettera.
In quel caso, la lettera era firmata, conteneva disposizioni sui beni e
indicava chiaramente a chi erano destinati, con la certezza dell’identità del
testatore.
