di Andrea Angelini, Grafologo
Nell'eseguire la perizia una delle caratteristiche che si valutano è la pressione, questa consiste nella forza esercitata con lo strumento scrittorio (penna) sul foglio, la forza esercitata la si sentirà sul retro del foglio come un solco.
Nella forza pressoria che si esercita sul foglio di carta si individua la qualità, la quantità, lo sfibramento della nostra energia. La pressione, infatti, traduce il patrimonio energetico e la carica pulsionale dell’individuo.
La tonalità della nostra sensorialità, l’aggressività, il cedimento e la perdita delle nostre forze, tutta la gamma e le oscillazioni dei nostri impulsi energetici. Ciascuno di noi ha in dotazione dell’energia in misura differente a seconda del temperamento Costituzionale.
Nel corso della vita questo patrimonio energetico può essere intaccato dalle malattie, dallo stress, da traumi. La pressione è un’espressione psicofisica che riguarda sia gli istinti che la psiche. Ma poiché tale studio permette di addentrarsi nelle angolature più segrete dell’individuo è considerato estremamente delicato e di grande difficoltà.
Non va
sottovalutata oltre alla difficoltà intrinseca di tale approfondimento quella di ordine tecnico, dovuta all'uso degli strumenti grafici moderni: biro,
pennarelli, feltri, carte particolari che sfalsano la pressione e la colata
d’inchiostro reali.
