a cura di Ilaria Rodio
Il Decorso Grafomotorio
rappresenta il percorso del gesto grafico nel corso della vita di ogni persona.
Inizia inconsapevolmente da quando il bambino riesce ad impugnare, anche con mal
destrezza una matita o un pastello a cera, si evolve tra scarabocchi, la curva
che si chiude, l’abbozzo di testa, arti e busto, fino ad avere una motricità
fine più sviluppata e la possibilità di vergare linee oblique. Si apprende un
modello di scrittura, i pupazzi acquistano vestiti, vi è una maturazione
intellettiva, motoria e affettiva che comporta un’evoluzione della scrittura fino
a farla propria con il proprio ritmo grafico personalizzato, infatti la
scrittura è cervello, oltre che mano, piede o bocca.
Il decorso
della scrittura è l’interazione tra
funzioni neuromotorie, cognitive ed emotive, e si manifesta attraverso i
cambiamenti della scrittura nel tempo, nella forma, nella velocità e in altre
caratteristiche. Tutti gli individui possiedono un decorso grafomotorio, inteso
come il naturale sviluppo e trasformazione del proprio tracciato grafico, che
si modifica in relazione a fattori maturativi, esperienziali e ambientali.
L’analisi del decorso grafomotorio consente di
osservare la presenza di eventuali fenomeni di Degrado Grafomotorio,
ovvero un’alterazione regressiva del gesto grafico. Questo degrado si manifesta
attraverso la perdita del controllo di alcune caratteristiche che possono
essere nella pressione, nella forma, nella velocità e anche nella fluidità del
ritmo grafico stesso.
L’esame longitudinale del grafismo, permette
di confrontare scritti realizzati in momenti diversi, così da identificare
un’evoluzione o un’involuzione del gesto.