di De Falco Rosaria
Il ritmo potrebbe essere definito il cuore pulsante della scrittura, in sua assenza essa risulta piatta e priva di vitalità. In grafologia francese la manoscrittura viene analizzata attraverso sette generi specifici: forma, continuità, velocità, inclinazione, pressione, impostazione spaziale, direzione. Di ognuno di questi, nell’analisi del testo scritto, viene valutato il ritmo perché è proprio il ritmo che differenzia una scrittura dall’altra e la rende unica e irripetibile: nessun imitatore, per quanto bravo, potrà mai riprodurre fedelmente il ritmo scritturale di un individuo in quanto esso è direttamente collegato al suo sistema nervoso e alle sue emozioni.
Il primo a parlare di ritmo nella scrittura fu
il filosofo e psicologo, tedesco Ludwig Klages (1872-1956) che individuò il
ritmo periodico inteso come alternanza di ritorni periodici mai discordanti e
mai identici (ineguaglianze qualitative). La presenza di queste ineguaglianze
che si ripetono regolarmente in un testo fa di quella scrittura un prodotto
altamente personale che la rende riconducibile ad un unico specifico individuo.
