a cura di Ilaria Rodio
Interessante per una grafologa, come me, formata secondo il metodo francese, seguire seminari Morettiani e scoprire come, nonostante un filo conduttore diverso, i due metodi giungano alla stessa meta: la possibilità di sviluppare ritratti grafologici e, soprattutto, di risolvere in ambito peritale quesiti su scritture private, documenti e testamenti, al fine di accertarne l’autografia.
Due anime grafologiche: Moretti e la Grafologia Francese
Il Metodo Morettiano è il risultato dello studio e della
sintesi del suo intuitore, Padre Girolamo Moretti. Una sua grande capacità
innata è stata affinata perché potesse essere
utilizzata da altre persone.
Il metodo Francese, introdotto dall’ Abate Michon e i
suoi “segni fissi” e successivamente sviluppato da Crepieux-Jamin con la relazione
tra segni fissi e ambiente grafico, nel corso anni si è arricchito grazie
agli studi e alle ricerche di altri autori, anche al di fuori dalla Francia.
Esso si avvale anche di discipline come la medicina e la psicologia.
L’analisi
grafologica francese si basa su una visione d’insieme della scrittura, analizzando
Forma, Movimento, Tratto e Spazio, e ricercando nella grafia le specie degli 8
Generi: Impostazione, Dimensione,
Direzione, Inclinazione, Pressione, Forma, Continuità e Velocità. Da essi
è possibile ricavare un’interpretazione dei tratti della personalità dello
scrivente, sia sotto l’aspetto affettivo, sia rispetto al tipo di intelligenza e
alle potenzialità in ambito lavorativo.
La Grafologia Morettiana,
nata da un’intuizione personale conduce invece a una misurazione dei segni
grafici che Moretti distingue in 3 categorie:
- Sostanziali,
che informano in modo più approfondito sulla costruzione della personalità dello
scrivente;
- Modificanti,
che modulano e portano cambiamenti ai sostanziali;
- Accidentali.
La misurazione dei
segni, che prende in esame presenza e
intensità, si basa s un criterio decimale, così definito:
- 0/10
segno assente;
- 5/10
segno presenta nella media;
- 10/10
è il grado massimo.
Moretti precisa inoltre
come i segni siano in rapporto tra loro in modo variabile:
- Fautori,
quando aumentano il valore del segno;
- Contrari,
quando lo diminuiscono;
- Indifferenti,
quando influenzano in modo minore le combinazioni.
